Si chiama Franco Dalmazzi ed è esattamente come vi potete immaginare un ragazzino con un nome del genere. Sfigato, timido, imbarazzato e perfino imbarazzante. Prigioniero del suo nome da settantenne, segnato ad essere un po' diverso dagli altri fin dalla nascita. Un nome da vecchio (non chiamano più nessun Franco da 50 anni almeno) e un cognome che si presta a facili rime e ironie. In più Franco Dalmazzi sembra uscito da un film di più di 30 anni fa'. Quasi te lo immagini ragazzino-comparsa sullo sfondo del protagonista, di fianco ad un bar con fuori il cartello rotondo e giallo con scritto "Teleselezione". Bruttino, con abiti fuori moda, anzi no con abiti mai stati alla moda, capelli banali, viso comune, camicia (dico camicia! a 14 anni!) di un colore e una fattura ordinaria, la camicia-camicia, tipo il gatto-gatto, quello che che gira per il quartiere che non è di nessuna razza, è solo un gatto. Grigio stiato bianco e nero, che neanche miagola, passa lungo la strada silenzioso, ne lento ne veloce.
Franco Dalmazzi è un po' come il gatto striato solo che non passa. Sta fermo, fuori il bar seduto su una panca e mangia le patatine. Quando non sta lì, a sudare dentro la sua camicia l'olio delle patatine che mangia sotto il sole di Luglio vuol dire che ai ragazzi del giardino manca il decimo per giocare a calcetto allora lo chiamano per metterlo a porta, perché è scarso. Logicamente Franco Dalmazzi è agile come un cartello della Teleselezione e non ne prende una.
Perché ne parlo? Perché oggi Franco Dalmazzi, detto dagli amici Dalmazzi, non è seduto sulla solita panchina. E questa è la sua fortuna. Se fosse stato seduto al solito posto a mangiare la patatine Più Gusto che quelle normali come al solito erano finite sarebbe stato preso in pieno da un'auto. Da in fondo la strada una signora, una signora-signora, una di quello uscite da un film neorealista sbanda con la sua macchina-macchina, quelle color macchina sapete? e avrebbe travolto il ragazzino.
La signora ora è in ospedale, ma domani Franco Dalmazzi, in arte Dalmazzi, potrà stare seduto al solito posto con al sua espressione-non espressione.
Si è perso una grande occasione di passare alla storia, di essere ricordato. Si ci giocavo a pallone, si era nei primi banchi della mia classe. Essere protagonsita per un giorno.
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sabato 4 luglio 2009
venerdì 17 aprile 2009
Autoregalo dal passato
Una vecchia roba scritta in un forum che adesso sto cancelllando, visto che è il mio compleanno la salvo qua...
- Secondo me dovresti..
Beeeeep stacchiamo il cervello ecco ricominciamo secondo me dovresti secondo me dovresti tutti a dirmi quello che devo fare secondo loro quando poi io non chiedo io consigli gratuiti non giustificati fatti per parlare quando siamo in macchina solo che a me scocciano scocciano eccome e adesso faccio come sempre ogni tanto ascolto quando capisco che c'è una domanda dico sempre si tanto la gente vuole sempre sentirsi dire di si qualsiasi cosa dicono alla fine è bello avere ragione stacco il cervello ogni tanto mi concentro e annuisco la lingua del si funziona sempre basta annuire e fai contenti tutti idiscriminatemente il disco dei led zeppelin che gli ho prestato anzi sarebbe meglio dire regalato visto quanto me ne frega ultimamente dei led zeppelin pero' una volta al mese mi potrebbe chiedere se lo rivoglio si ok non lo rivoglio pero' è mio che poi io a casa dovrei avere un paio di suoi cd ma tanto non se lo ricorda al massimo penserà che c'è qualcosa di su da qualche parte nel mondo un cd un libro un bambino va a sapere cosa
- almeno credo, no?
- ...si .. è vero!
pure è vero ho detto grazie per questo oscar i led zeppelin che poi mi puoi accogliere in macchina con baby i'm gonna leave you no dico non si puo' ogni tanto proprio non hai idea di quello che fai del mondo che ti circonda di quello che pensano gli altri capisco che stare dentro la testa mia è difficile soprattutto perchè non racconto mai un cazzo pero' ogni tanto fa uno sforzo dai non è impossibille non occorono 4 lauree per capire tutto almeno le basi eccavolo che poi
- poi questo lo dico per via della mia esperienza
- mmmpf... si
ah sto parlando con Matusalemme e non lo sapevo si ok hai molti meno capelli di me e sono quasi tutti bianchi ma hai 2 anni piu' di me anzi uno e mezzo se andiamo a stringere ste frasi da vecchio nonno mi danno fastidio un bambinone cucciolotto di 30 anni sembra che sono quando sento ste cose che poi ok donne ne avrai avute piu' tu ma alcool fumo feste simpatici diverbi con buttafuori carabinieri case di riposo vecchi stronzi sono dalla mia parte anche io ho fatto una certa esperienza di vita contro un muro perchè quella testa a panchitto di Marco guida mandando messaggi ci sono andato io mica tu alle sette di mattina ci vado a dormire io mica tu che a mezzanotte hai sonno al lavoro a vedere stronzate e cattiverie ci vado io mica tu a
- ma mi stai a sentire?
- si si
- ti vedo distratto
- no no stavo ascoltando
- dicevo io non ho il diritto di giudicare ma..
una figura retorica usata nell'antica roma dici per non parlare poi di cesare e poi stai sei ore a parlare di cesare cesare come il pizzaiolo di quan'dero piccolo che stavo sempre lì mi ci portava mia nonna poi mi madre poi nonno poi babbo diceva che ero grasso te credo cesare ci metteva 6 litri d'olio su ogni pizza e tutti mi portavano lì nonno nonna mamma e pure babbo qualche volta qundi magari poteva stare zitto fortuna che ha chiuso quando avevo 12 anni se c'era ancora quando facevo il liceo pizza con tatanka pizza con chicco pizza con baldo pizza con pino pizza con rouge pizza con luca a quest'ora lievitavo
- Siamo arrivati
- Ok allora ci si vede dopo
- Bene
- Sentiamo pure gli altri che fanno
- Si ciao
ecco così rompete il cazzo in 1000
- Ciao
- Secondo me dovresti..
Beeeeep stacchiamo il cervello ecco ricominciamo secondo me dovresti secondo me dovresti tutti a dirmi quello che devo fare secondo loro quando poi io non chiedo io consigli gratuiti non giustificati fatti per parlare quando siamo in macchina solo che a me scocciano scocciano eccome e adesso faccio come sempre ogni tanto ascolto quando capisco che c'è una domanda dico sempre si tanto la gente vuole sempre sentirsi dire di si qualsiasi cosa dicono alla fine è bello avere ragione stacco il cervello ogni tanto mi concentro e annuisco la lingua del si funziona sempre basta annuire e fai contenti tutti idiscriminatemente il disco dei led zeppelin che gli ho prestato anzi sarebbe meglio dire regalato visto quanto me ne frega ultimamente dei led zeppelin pero' una volta al mese mi potrebbe chiedere se lo rivoglio si ok non lo rivoglio pero' è mio che poi io a casa dovrei avere un paio di suoi cd ma tanto non se lo ricorda al massimo penserà che c'è qualcosa di su da qualche parte nel mondo un cd un libro un bambino va a sapere cosa
- almeno credo, no?
- ...si .. è vero!
pure è vero ho detto grazie per questo oscar i led zeppelin che poi mi puoi accogliere in macchina con baby i'm gonna leave you no dico non si puo' ogni tanto proprio non hai idea di quello che fai del mondo che ti circonda di quello che pensano gli altri capisco che stare dentro la testa mia è difficile soprattutto perchè non racconto mai un cazzo pero' ogni tanto fa uno sforzo dai non è impossibille non occorono 4 lauree per capire tutto almeno le basi eccavolo che poi
- poi questo lo dico per via della mia esperienza
- mmmpf... si
ah sto parlando con Matusalemme e non lo sapevo si ok hai molti meno capelli di me e sono quasi tutti bianchi ma hai 2 anni piu' di me anzi uno e mezzo se andiamo a stringere ste frasi da vecchio nonno mi danno fastidio un bambinone cucciolotto di 30 anni sembra che sono quando sento ste cose che poi ok donne ne avrai avute piu' tu ma alcool fumo feste simpatici diverbi con buttafuori carabinieri case di riposo vecchi stronzi sono dalla mia parte anche io ho fatto una certa esperienza di vita contro un muro perchè quella testa a panchitto di Marco guida mandando messaggi ci sono andato io mica tu alle sette di mattina ci vado a dormire io mica tu che a mezzanotte hai sonno al lavoro a vedere stronzate e cattiverie ci vado io mica tu a
- ma mi stai a sentire?
- si si
- ti vedo distratto
- no no stavo ascoltando
- dicevo io non ho il diritto di giudicare ma..
una figura retorica usata nell'antica roma dici per non parlare poi di cesare e poi stai sei ore a parlare di cesare cesare come il pizzaiolo di quan'dero piccolo che stavo sempre lì mi ci portava mia nonna poi mi madre poi nonno poi babbo diceva che ero grasso te credo cesare ci metteva 6 litri d'olio su ogni pizza e tutti mi portavano lì nonno nonna mamma e pure babbo qualche volta qundi magari poteva stare zitto fortuna che ha chiuso quando avevo 12 anni se c'era ancora quando facevo il liceo pizza con tatanka pizza con chicco pizza con baldo pizza con pino pizza con rouge pizza con luca a quest'ora lievitavo
- Siamo arrivati
- Ok allora ci si vede dopo
- Bene
- Sentiamo pure gli altri che fanno
- Si ciao
ecco così rompete il cazzo in 1000
- Ciao
lunedì 9 marzo 2009
Pic Nic
- Beh è bello qui!
- Si lo so, da bambina ci venivo sempre, anche con gli altri bambini del paese a fare le passeggiate.
- "Arriviamo fino all'albero!!!" una specie di avventura?
- No.. hai letto toppi libri di avventura... era un modo come un altro per fare qualcosa.
- Per ammazzare la noia?
- No, così.. si veniva qua, e basta. Magari i maschi sognavano di arrivare più in là, si sa no?.. più in là c'è sempre qualcosa di più grande!
Lo dice sorridendo, è bella quando sorride.
- Non mi ci hai portato mai, comunque.
- Non ci vengo da anni neanche io ormai.
- Perché?
- Da bambina mi piaceva, te l'ho detto. Guarda che bello il paesaggio da qui.
- Si lo è infatti
- Però ho sempre odiato le cicale, cantavano e pensavo che mi prendessero in giro.
- Ahah e per cosa?
- Eh..boh! Ero Pampina io! Poi comunque dopo sai, qui in paese ci venivo solo d'estate e il nel frattempo era diventata una dark...
- Quindi a una ragazzina dark non potevano piacere il sole, il verde, la luce...
- Sarà stato anche questo ma soprattutto già mi sentivo diversa in una città di 400.000 persone, figurati in un paesello di 40 anime.
Stavo dentro casa, altrimenti mi prendevano in giro. I ragazzini sanno essere perfidi, soprattutto quelli di campagna.
- Pensavo il contario.
- No no, vedendo poche cose fuori dall'ordinario una ragazzina truccata era un mostro da tenere lontano.
- Ci sarai stata male.
- Si, poi passa.
- Comunque adesso che ci penso in macchina tua si ascoltano sempre i Cure, ti piace ancora quella musica.
-Si ma i Cure li tengo in macchina perché di solito vanno bene anche per chi ascolta Ramazzotti.
- E che ti piace in realtà?
- Anche i Cure, ma il mio gruppo preferito erano i Killing Joke...
- Non li conosco.
- Li conoscono in pochi..
Sorride..e fissa il vuoto
- Quando stai così non so mai se pensi o hai visto la Madonna!
- Penso..
- A cosa?
- Alla Madonna!
Adesso ride...
sabato 7 marzo 2009
Chi non c'è non può immaginarselo
Visto da qui il mondo è qualcosa di eccezionale, magnifico. Lo spettacolo di fronte agli occhi ti fa dimenticare le pochezze degli uomini, le chiacchere perfide delle comari, la sofferenza degli anziani, la tristezza dei soli, le cattiverie dei grandi. Il traffico, i soldi che mancano, le liti per motivi stupidi, neanche si avvertono, standosene lunghi qui a gaurdare.
Il Sole sa essere dolce e caldo anche dietro le nuvole, il vento sa essere una mano leggera che sfiora le spighe del grano. Il cielo sa essere maestoso e terribile, potente.
Da qui il più bel quadro è solo una stesa di colori sopra una tela, le parole scelte con cura per descrivere un paesaggio sono solo macchie di inchiostro,la muscia più dolce e avvolgente sembra un susseguirsi di suoni privi di senso. Lo spettacolo della natura, sa essere mille volte più bello della fantasia degl uomini..
Silenzio, sole, vento e cicale...
mercoledì 25 febbraio 2009
Estate passata.
Spiaggia affolata. Colore dell'abbronzatura decente. Ray-Ban agli occhi. Sole di Luglio. Smiths in in cuffia. Telo da mare bianco. Costume a pantaloncino azzurro. Seduto sul telo. Sguardo distratto alla gente. Bambini che giocano con la sabbia. Lei guarda Si avvicina. Occhiali da sole Persol. Costume bianco Naj Oleari. E' bella. Vuole parlare. Togliere le cuffie. Some girls are bigger than others in lontananza. Ciao c'è una festa stasera. Dove? Classic alle dieci. Silenzio. Ci conto. Ci vediamo stasera. Lei si allontana. Cuffie alle orecchie. Some girls are bigger than others di nuovo vicina.
Il Classic è un posto per fighetti. Ragazzini che giocano a pallone. Non vado. Lungo sul telo. Il sole picchia. Ma sì, vado che è figa. Voglia di birra. Sigaretta accesa. Fumare al caldo è soffocante. Niente festa. Nanna presto. Solo il Sole quest'anno.
martedì 18 novembre 2008
2047
La pizza a Le Cinque Torri è sempre dello stesso sapore qualunque gusto si prenda, per questo di solito prendo quella che costa di meno. Nelle altre pizzerie la situazione non cambia, e il sapore è lo stesso che si può trovare a Le Cinque Torri. E non cambia niente neanche prendendo qualcos'altro. Tutto è dello stesso sapore, quasiasi cibo si prenda in qualsiasi ristorante si vada, in qualsiasi supermercato si compri da mangiare. Ha tutto il sapore del niente. Con questo malloppo in bocca, un malloppo che sa di niente, la prima reazione era vomitare. Un corpo estraneo in bocca ti fa venire i conati e un senso di soffocamento se non riesci a sentire qualcosa. Si affagotta fra i denti. Con gli anni ci siamo abituati un po' tutti per non morire di fame. Nessuno dice quello che tutti sanno, neanche io. Anzi certe volte cambio anche il tipo di pizza, più che altro per cambiare la consistenza del niente.
Tutto è cominciato 20 anni fa'. Hanno cominciato a dire che dovevamo aver paura degli stranieri, che dovevamo cacciarli via. La paura fa sempre presa, la sciolsero libera fra di noi e poi la cavalcarano quelli del PNP. Ci dissero che volevano darci la sicurezza e la serenità e allora gliel'abbiamo fatto fare, hanno mandato via chiunque non fosse come noi: erano solo dei criminali, assassini, spacciatori, stupratori e quei pochi che lavoravano erano ladri anche loro perché ci rubavano il lavoro. Poi dissero che il cibo che veniva dall'estero poteva essere contaminato e comunque indegno della nostra cultura allora chiusero le frontiere. Poi venne la guerra.
Fummo fortunati perché vincemmo noi, ma avete presente quando si dice le guerre non le vince mai nessuno? Io pensavo fosse una frase fatta, ma ho scoperto che è così. Al cosidetto popolo vincitore non viene nulla, i popoli sono tutti dei Pirro, il mondo è tutto un regno d'Epiro. Chi veramente vince è un gruppo di persone, qualche politico, molti industriali, molti finanzieri. Approfittando del momento di tensione e di terrore fu facile per la Dianetics prendere il controllo. Dissero che del cibo se ne sarebbero occupati loro, che la popolazione poteva stare tranquilla.
Anche finita la guerra la Dianetics mantenne il controllo dell'industria alimentare. divenne proibito per legge possedere un orto, allevare un animale destinato al macello. Qualcuno pensa che neanche esistano più pomodori, peperoni o vitelli e galline, forse è esagerato ma è anche vero che non conosco nessuno che lavori nelle industrie alinentari. Ma tutto ha ormai quel sapore, quel niente, quel sapore di palta che riempe le nostre bocche e ricopre il mondo...
giovedì 13 novembre 2008
Un minimo di sollievo
Se controllo in un'enciclopedia, o su wikipedia ormai, alla voce idea del cazzo quella che ho avuto oggi dovrebbe essere riportata tra i primi esempi, subito dopo 'ma si Adolf, attacchiamo Stalingrado ti pare che va a finire male?' e 'Serse secondo me la Grecia la conquistiamo in due giorni'. Aspettare qui all'incrocio Michele, campione olimpionico di ritardo, per andare a prendere un caffè oggi sabato 13 luglio a 40 gradi ridefenisce forse il concetto stesso di idea del cazzo. Certo sono qui per due motivi, il primo è che ho la macchina rotta. Se non fosse rotta oggi, anche se mi sono svegliato tardi, sarei potuto andare al mare lo stesso e raggiungere gli altri. La seconda ragione è che Giulia non c'è più qui con me, se n'è andata tre anni fa' in Germania, lasciandomi qui come un coglione. Oggi ti lascio, domani parto, dopodomani sparisco per sempre. Voi direte ma dopo tre anni ancora ci pensi? Sì, dove sta scritto che ancora non devo pensarci?
Beeeeeep Beeeep
- Eccomi, scusa il ritardo! Scusa! Sali, dai.
How are the things on the west cost
- Ti dispiace se abbasso?
I hear you're moving real fine
- Ecco.. non mi dire che dopo un anno ti sei comprato il disco..
- No no, mi sono scaricato la canzone e ho fatto una cassetta con solo questa canzone ripetuta 16 volte...
- Perché?
- Per non mandarla indietro!
- Non sentivo una cosa del genere dall'84, quando si mandavano indietro le cassette con le penne!
- Eh lo so... dove andiamo a prendere il caffè?
- Facciamo al centro commerciale? Almeno c'è l'aria condizionata..
- Neanche tu sei tanto à la page!
- Perché?
- Vuoi andare in un centro commerciale!
- Allora?
- E' un concetto tanto anni '90!
- Spiritoso!
- Eheheh!
- 2 caffè, uno macchiato freddo.
- Allora come stai Davide?
- Bene, tu?
Michele, non si accontenta mai di questa risposta, è questo il bello di lui, cerca sempre di sapere come stai per cercare di aiutarti. Come non si può non volergli bene? Anche se certe volte ci sono domande che mi danno fastidio, riservato come sono. o forse è che già so dove finirà il discorso, e non mi va di affrontare me stesso guardando lui.
- Dai lo sai che voglio dire, pensi ancora a quella Giulia?
- Miche'...
- Secondo me non stavate bene insieme, ti faceva stare male.. litigavate spesso..
- E' l'amore!
- I buddisti dicono che la persona giusta è quella che ti fa stare in pace, che quando stai con lei senti la pace dentro.
- I buddisti dicono cazzate!
- Dici?
- .. senti lo sai che per me è un problema ancora pensare a lei...
- Ci sono problemi più grossi.
- Si, lo so.
- Ti ricordi quando volevo comprare la macchina? Ho chiesto a mio padre se mi dava una mano con i soldi.
- Sì.
- Era entrato con me, quando ha capito che era il maggiolino nuovo, dentro il concessionario ha cominciato ad urlare ecco il solito frocio! Perché non sei normale? Perché stai sempre a fare il frocio? Basta!.. e è andato via.. te pare bello?
- No, non mi pare bello
E infatti è orrendo.
- Allora.. io babbo non l'ho più sentito, perché ostinarsi a farsi del male? Cerca di stare bene... no?
- Hai ragione..
- Ecco vedi? e poi macchiato il caffè fa schifo!
- Credevo ti piacesse il bianco...
- .. te la passo perché sei tu!
Sto bene con Michele, quando sto con lui sono sereno.. con lui posso stare tranquillo e sorrido, con lui..
Maledetti buddisti!
martedì 4 novembre 2008
Questa notte! Dal vivo! My Bloody Valentine! Sulla spiaggia! Tutto esaurito!
- Buh!
- MM? ah sei venuta alla fine!
- Già!
- E mi hai trovato tu... sei da sola?
- Sì.
- Nessun accompagnatore?
- Tu.
- ... bella risposta, donna!
- Eheh, tu? da solo?
- Alla fine sono venuto da solo, cioè adesso ho un accompagnatrice..
- .. bene...
- Come mai sei arrivata presto? Di solito sei quella dell'ultimo minuto..
- Volevo essere sicura di incontrarti, va beh che ancora non c'è tanta gente
- Infatti, hai fatto bene però.. poi so che c'è quasi il tutto esaurito, fra un po' arriveranno in tanti.
- Vero.. quelli dell'ultimo minuto, no?
- Eheheh, ci prendiamo qualcosa da bere? Ho sete.
- Si, dove?
- Dietro là c'è un.. un.. bugicattolo!
- Uno stand?
- Odio l'inglese!
- Tu che prendi?
- Penso una bottiglietta acqua.
- Tu? Acqua?
- Spiritosa!! tu che prendi?
- Acqua anche io, voglio provare queste ebrezza!
- Ah che bello! Non ci ubriacheremo insieme!
- Eheh, ehy devo prendere il biglietto comunque.
- Ok adesso ci andiamo!
- Mi prendi a braccetto? io stanca e suuula!
- Prego si accomodi signorina!
- Grazie!
- Ehy!
- Dimmi.
- Niente, ci caschi ancora...
- Cretinotto!
lunedì 20 ottobre 2008
Spettacoli d'arti varie di disannamorati di te

Serena ha 26 anni, era sempre sorridente da bambina, a 15 anni provò a dare il suo primo bacio a Scott, il ragazzetto americano venuto per un anno in Italia. Scott la scansò ridendo, mezz'ora dopo andò nella stanza di sopra con Michela, quella con le tette grosse. Da allora Serena ha sempre quel sorriso triste che fa sentire a disagio chi le sta intorno. Quando incontra qualcuno ora lo guarda con occhi ingrigiti. Non ha più speranza in niente. Serena è sempre stata sola. Domenica prossima parte per Barcellona, solo andata.
Luca era l'idolo di tutti, 20 anni, bello, simpatico, spigliato, sicuro. Al liceo tutte lo cercavano con gli occhi. Per i suoi amici era l'idolo, quello da seguire. Fabrizio, il fratello più piccolo, lo adorava. Chiedeva consiglio su come fare con le ragazze, come giocare a calcetto, dove andare quando saltava le lezioni. Da quando Luca se n'è andato a Parigi con la sua ragazza, 3 anni fa, Fabrizio gira a vuoto. Non sa più prendere una decisione. Voleva telefonare a suo fratello per chiedergli a facoltà iscriversi, poi ha pensato che era meglio parlargli di persona. Allora per un anno è rimasto senza fa niente in attesa della decisione giusta.
Daniele non è mai piaciuto. Era troppo grasso, troppo alto, troppo magro, troppo alternativo, troppo alla moda, troppo un amico, troppo timido, troppo strano, troppo ordinario, troppo grigio, troppo in disparte, troppo brutto. Ma Daniele era una persona dal cuore d'oro. Vedrai Daniele che una persona come te non può essere da sola per tanto tempo, gli dicevano le ragazze. Finché un giorno arrivò una ragazza che gli disse che lui era tutto quello che stava cercando. Che era lei, proprio lei quella che stava aspettando, che si sarebbero potuti amare. Lei sparì poco dopo.
Ora Daniele, a 27 anni, sembra il prototipo della ragazzina anoressica. Sta a casa guarda la tv e all'ora di pranzo si fuma tre sigarette. Ora ha un biglietto per Berlino vicino il letto.
Patrizia era l'amica di Anna. Anna era bella, Patrizia era semplicemente brutta, senza mezzi termini o mezzi bugie. Dopo un po' se ne era resa conto pure lei. Niente illusioni. Tutti avevano il numero di cellulare di Patrizia perché volevano parlare di Anna, avere consigli, rimedi per cavolate fatte. E lei una volta chiuse le telefonate si metteva a piangere. Sono passati dieci anni, Anna ormai è sparita ma Patrizia sta ancora aspettando che qualcuno telefoni per lei.
Quando che trovarono Simone dentro il garage con la macchina del padre ancora accesa nessuno capì. Simone era sempre sorridente, si era appena diplomato, a settembreottobre sarebbe andato all'università, aveva anche una ragazza, Silvia. Nemmeno Silvia aveva capito. Per un paio di giorni non capì niente nessuno. Simone era lì effettivamente morto però non era morto perché non poteva essere morto. Lui? Impossibile. Poi almeno questo fu accettato, ma dopo 2 anni nessuno ha ancora ha capito perché non c'è più quel bravo ragazzo che sorride nelle foto.
Il giorno che Laura disse a suo padre che era lesbica, e che specificò a suo padre che lesbica era il corrispondente femminile di frocio, fu una giornata tutto sommato serena. Erano stati molto peggio gli anni precedenti, a nascondere tutto, a portare pure un finto fidanzato a 18 anni. Il padre, nonostante l'educazione fatta all'aperto su banchi di nebbia (parole di Laura) non fece una piega. Non sapeva che voleva dire lesbica, ma non ebbe poi tanti problemi ad accettare la cosa. La madre impegnò un settimana a realizzare l'idea che non avrebbe avuto un nipotino. Poi si ricordò che anche la cugina di una sua amica aveva la figlia presbica o qualcosa del genere, quindi alla fine non era poi una cosa tanto strana. Poi si sà queste mode vanno e vengono.
- Insomma si presbica, Laura mia?
- Lesbica, mamma!
- Va ve' è sempre pe' di frocio, no?
- A parte che non si dice frocio, comunque si, è così diciamo
- Ma è una cosa che poi se passa?
- Mamma no! mica è una malattia, poi che ne so un giorno... che ne so io..
- Ma 'n nipotino non ce scappa eh?
- No.. passi el fidanzao finto ma mo pure in fijo finto 'n t'el posso porta'!
- Me fi ride..
- Perché?
- Perché quanno te incazzi parli dialetto pure te!
- .......Me voi vene ma'?
- E certo!
- Anche io!
- Ma mo do vai?
- Con Luisa volevamo prendere una casa.
- A me me dispiace che vai via, mica altro
- Si... però...
- Laura?
- Eh?
- Ma non c'hai paura che adesso al gente te prenda per il culo?
- Eh.. si..
- I paesetti è tutti cattivi La'..
- Ti ricordi come diceva babbo quando ero piccola?
- Che?
- Se non stamo bene qui giremo a Roma!
- Eh.. però chiamame sa'!
- Ahahahah!
martedì 14 ottobre 2008
L'eroe del giorno
Eccomi, sono l'eroe del giorno, ti ricordi di me? Si lo so, lo dicevo sempre ma avevo comunque una buona ragione per dirlo, no? Prima che ti conoscessi ero l'eroe del giorno dopo, del dopo sbronza. Mi svegliavo con la testa crepata in due, una sete della madonna, l'alito di un posacenere, il sapore del gin tonic in bocca e la consapevolezza di aver fatto qualche figura di merda. Ma soprattutto avevo sensi di colpa. Mai più dicevo, era l'ultima volta che bevevo, ero pronto a smettere di fumare, mai più una serata così. Ed ero sicuro che ce l'avrei fatta, mi sentivo l'eroe del giorno perché solo pensandolo ci ero riuscito! Inutile che i miei amici il giorno mi accogliessero con il solito rito.
Passata?
Passata cosa?
La sventola!
L'eroe del giorno anche per loro insomma. Provavano a riprendermi ma non ci riuscivano, ero sicuro, l'ultima volta. Loro non lo sapevano ma io ero già cambiato. Poi la sera, la prima sigaretta, e il fine settimana dopo altro risveglio con il mal di testa.
Poi sei arrivata all'improvviso ed ero sempre l'eroe del giorno per te. Tutti i giorni. Mi sentivo bello, figo, mi sentivo perfetto, anche io. Mi guardavo allo specchio e mi sentivo diverso. Ero perfino più alto, sai? Ero anche per me degno di un monumento o di un servizio in tv perché avevo di fianco te.
Purtroppo la bellezza sta negli occhi di chi guarda, i giorni passavano, l'amore passava e, piano piano, non ero più bello. Potevo mettermi una camicia nuova, tagliarmi i capelli, allungarmi la barba, essere spiritoso. Ma al massimo erano cose mi stavano bene, non ero più bello, non erano più gli stessi occhi che mi guardavano. Non c'era più quella parola a promettere sorrisi e sesso. Poco dopo sei andata via.
Allora ho ricominciato a fare quello che facevo prima. Ho ricominciato a correre. Non volevo essere raggiunto dalle macchine di questa città, dai sogni, dalla stupidità, dalla stronzaggine di questa città. Dalla morale di questa città. Purtroppo non ho corso abbastanza. Mi stanno raggiungendo. Provano a prendermi e ci stanno per riuscire. E poi non sono riuscito a correre neanche così tanto da te. Mi hanno raggiunto anche il tuo ricordo, il tuo profumo, lo spazzolino che hai lasciato qua e che non sono riuscito a buttare via. Alla fine mi hanno raggiunto tutti.
Allora quando riesco a stare da solo a casa mia, a vedere la televisione, senza sentire nessuno, lontano dalla palta dei rumori, dei ricordi, delle macchine, allora per un po' mi sento di nuovo l'eroe del giorno.
mercoledì 30 luglio 2008
Per sempre è tantissimo tempo
- Ce l'hai ancora?
- Si.. ce l'ho in camera mia, vicino un mobile.
- Vicino un mobile?
- Su un mobile, vicino al letto volevo dire.
- Ah ecco!
- Perché sorridi?
- Perchè hai capito al volo di che parlavo.
- Beh, non era difficile...
- E' vero. Sono contenta che ce l'hai ancora con te.
- Beh te l'avevo promesso, no? che l'avrei tenuto per sempre.
- Per sempre è tantissimo tempo.
- Bella risposta, donna..
- Che c'è?
- Niente.
- Sicuro?
- Tutte promesse.. e poi?
- ...
- Ce l'hai ancora il biglietto?
- Di cosa?
- Del cinema..
- Ah, si..
- ...
- ...
- Stavolta sei tu a sorridere..
- Perché mi fa piacere.
- Beh ma non vuol dire che..
- Lo so, lo so. Non c'è bisogno che specifici sempre.
- Scusa.
- Niente.
- Siamo arrivati, io prendo la metro..
- Ok, io vado a posare lo zaino a casa di amici.
- Ok.
- Allora se vieni me lo fai sapere?
- Certo.
- Certo....
- Dai si, vengo, pero' sarà un casino in mezzo ci sarà tanta gente.
- E' solo questione di volontà,
- Ci vediamo dopo, ora devo riposare.
- A dopo.
- Ciao.
- Ciao.
- Si.. ce l'ho in camera mia, vicino un mobile.
- Vicino un mobile?
- Su un mobile, vicino al letto volevo dire.
- Ah ecco!
- Perché sorridi?
- Perchè hai capito al volo di che parlavo.
- Beh, non era difficile...
- E' vero. Sono contenta che ce l'hai ancora con te.
- Beh te l'avevo promesso, no? che l'avrei tenuto per sempre.
- Per sempre è tantissimo tempo.
- Bella risposta, donna..
- Che c'è?
- Niente.
- Sicuro?
- Tutte promesse.. e poi?
- ...
- Ce l'hai ancora il biglietto?
- Di cosa?
- Del cinema..
- Ah, si..
- ...
- ...
- Stavolta sei tu a sorridere..
- Perché mi fa piacere.
- Beh ma non vuol dire che..
- Lo so, lo so. Non c'è bisogno che specifici sempre.
- Scusa.
- Niente.
- Siamo arrivati, io prendo la metro..
- Ok, io vado a posare lo zaino a casa di amici.
- Ok.
- Allora se vieni me lo fai sapere?
- Certo.
- Certo....
- Dai si, vengo, pero' sarà un casino in mezzo ci sarà tanta gente.
- E' solo questione di volontà,
- Ci vediamo dopo, ora devo riposare.
- A dopo.
- Ciao.
- Ciao.
sabato 31 maggio 2008
Nata di uomo e di donna
Oggi mia madre mi ha detto che sono un mostro. Non ho pianto, non mi sono sentita ferita, sapevo che aveva ragione. Se anche chi ti dovrebbe amare per natura ti dice questo, vuol dire che è vero, vuol dire che la mia mostruosità è talmente grande, talmwnte evidente che ha esasperato perfino lei.
Ho detto anche, ma in realtà me l'ha detto solo mia madre. Non perché gli altri non abbiano il coraggio di dirmelo. Anzi quando a scuola mi capita di parlare con qualcuno mi sorridono. Non so cosa fanno quando mi giro, se ridono di me. Ho paura che succeda, ma poi in realtà non lo so. Non posso saperlo perché in fondo gli altri non esistono. Siccome sono un mostro, siccome ho deciso di essere un mostro, me ne sto rintanata nella mia tana al buio a mangiare. Mangio sempre. Mangio perché sono nervosa, la rabbia del mostro, mangio perché sono un mostro, un mostro e basta e non dovrei spiegare altro. Me l'ha detto anche mia madre, no? basta quella frase lì per spiegare tuttto e non ci sarebbe altro da dire. Tutto inizia e finisce lì, in quella frase, in quella parola. Mostro, e fidatevi, non ho nessuna coloratisima farfalla nascosta dentro da liberare .
Sono stata qui nella mia stanza anche il giorno del mio compleanno. Da sola. Magari ci saranno rimasti male anche i miei genitori, magari pensavano che perfino le figlie ciccione per i 18 anni uscissero con le amiche. Beh forse le altre lo fanno, le altre ciccione neodiciottenni dico. Ma io no. Io le amiche manco ce le ho. Ma non perché non mi abbiano voluto loro, ho semplicemente pensato che alle mie compagne di scuola non sarebbe piaciuto avermi vicino, allora sono rimasta in disparte.
Nessuno mi ha mai chiamata "cicciona" o "bombolona", neanche "pizza margherita" per i miei brufoli, semplicmente ho gli occhi per vedere, anche i mostri li hanno, e allo specchio di fronte a me c'è una pizza margherita cicciona. Allora sto a casa per non dare fastidio agli altri, per non offrire al mondo lo spettacolo di me. Sto nella mia camera a far fuori scatole di cioccolatini, e quando passo davanti uno specchio ogni tanto scoppio a piangere perché mi vedo enorme. Passato il pianto ritorna la rabbia, ritorna il nervoso, ritorna la fame.
Oh ma i miei ci hanno provato a farmi uscire, ad allontanarmi dalla mia stanza. Mi hanno iscritto a qualsiasi cosa, corsi di nuoto, palestra, mi hanno convinta perfino ad andare a correre una volta. Una volta mi hanno mandato a fare un corso di inglese, non sarei dimagrita ma almeno uscivo fuori dalla mia stanza. E' stato tutto inutile, facevo il giro della 4 vie intorno casa, andavo in un bar e mi prendevo un gelato, crema e cioccolato. Poi tornavo, salivo in camera e ricominciavo a piangere perché avevo detto una bugia a tutti, perché non avevo fatto quello che dovevo fare per un'altra volta. Perchè avevo deluso tutti mamma, babbo, me. Poi ricominciavo a mangiare, per diventare ancora più mostro. Più ingrasso più posso stare qui dentro nascosta, questo l'ho capito adesso.
Un paio di anni fa sono uscita per andare alle poste e ho fatto una stupidata. Ho visto il cartello di una maga e sono entrata. Mi ha detto che avevo problemi d'amore e di relazione e che l'aveva capito con i suoi poteri, e io le ho creduto. Mi ha detto: presto si risolverà tutto, presto quel ragazzo si accorgerà di te, vedo che tu hai tanto da dare. Si è vero, ho tanto da dare, tantissimo da dare, il mio tanto da dare straborda dalla tuta. Sono stata una scema. Che problemi poteva avere una liceale di 120 chili? Problemi relazionali, giusto? E io lì a sperare che avesse ragione, poi la speranza è diventata delusione e allora altri cioccolatini.
Ogni tanto sogno di svegliarmi ed essere magra. Una volta però ho esagerato anche nel sogno, come faccio con i cioccolatini. Ho sognato che ero sempre piu' secca ogni giorno di più, prima normale, poi il giorno dopo un po' più magra, poi piano piano sempre di più, alla fine ero una specie di scheletro con la pelle attacate alle ossa. Mi sono svegliata poco prima di sparire, peccato.
Grazie l'incipit, Richard. Grazie di tutto, Paola.
Ho detto anche, ma in realtà me l'ha detto solo mia madre. Non perché gli altri non abbiano il coraggio di dirmelo. Anzi quando a scuola mi capita di parlare con qualcuno mi sorridono. Non so cosa fanno quando mi giro, se ridono di me. Ho paura che succeda, ma poi in realtà non lo so. Non posso saperlo perché in fondo gli altri non esistono. Siccome sono un mostro, siccome ho deciso di essere un mostro, me ne sto rintanata nella mia tana al buio a mangiare. Mangio sempre. Mangio perché sono nervosa, la rabbia del mostro, mangio perché sono un mostro, un mostro e basta e non dovrei spiegare altro. Me l'ha detto anche mia madre, no? basta quella frase lì per spiegare tuttto e non ci sarebbe altro da dire. Tutto inizia e finisce lì, in quella frase, in quella parola. Mostro, e fidatevi, non ho nessuna coloratisima farfalla nascosta dentro da liberare .
Sono stata qui nella mia stanza anche il giorno del mio compleanno. Da sola. Magari ci saranno rimasti male anche i miei genitori, magari pensavano che perfino le figlie ciccione per i 18 anni uscissero con le amiche. Beh forse le altre lo fanno, le altre ciccione neodiciottenni dico. Ma io no. Io le amiche manco ce le ho. Ma non perché non mi abbiano voluto loro, ho semplicemente pensato che alle mie compagne di scuola non sarebbe piaciuto avermi vicino, allora sono rimasta in disparte.
Nessuno mi ha mai chiamata "cicciona" o "bombolona", neanche "pizza margherita" per i miei brufoli, semplicmente ho gli occhi per vedere, anche i mostri li hanno, e allo specchio di fronte a me c'è una pizza margherita cicciona. Allora sto a casa per non dare fastidio agli altri, per non offrire al mondo lo spettacolo di me. Sto nella mia camera a far fuori scatole di cioccolatini, e quando passo davanti uno specchio ogni tanto scoppio a piangere perché mi vedo enorme. Passato il pianto ritorna la rabbia, ritorna il nervoso, ritorna la fame.
Oh ma i miei ci hanno provato a farmi uscire, ad allontanarmi dalla mia stanza. Mi hanno iscritto a qualsiasi cosa, corsi di nuoto, palestra, mi hanno convinta perfino ad andare a correre una volta. Una volta mi hanno mandato a fare un corso di inglese, non sarei dimagrita ma almeno uscivo fuori dalla mia stanza. E' stato tutto inutile, facevo il giro della 4 vie intorno casa, andavo in un bar e mi prendevo un gelato, crema e cioccolato. Poi tornavo, salivo in camera e ricominciavo a piangere perché avevo detto una bugia a tutti, perché non avevo fatto quello che dovevo fare per un'altra volta. Perchè avevo deluso tutti mamma, babbo, me. Poi ricominciavo a mangiare, per diventare ancora più mostro. Più ingrasso più posso stare qui dentro nascosta, questo l'ho capito adesso.
Un paio di anni fa sono uscita per andare alle poste e ho fatto una stupidata. Ho visto il cartello di una maga e sono entrata. Mi ha detto che avevo problemi d'amore e di relazione e che l'aveva capito con i suoi poteri, e io le ho creduto. Mi ha detto: presto si risolverà tutto, presto quel ragazzo si accorgerà di te, vedo che tu hai tanto da dare. Si è vero, ho tanto da dare, tantissimo da dare, il mio tanto da dare straborda dalla tuta. Sono stata una scema. Che problemi poteva avere una liceale di 120 chili? Problemi relazionali, giusto? E io lì a sperare che avesse ragione, poi la speranza è diventata delusione e allora altri cioccolatini.
Ogni tanto sogno di svegliarmi ed essere magra. Una volta però ho esagerato anche nel sogno, come faccio con i cioccolatini. Ho sognato che ero sempre piu' secca ogni giorno di più, prima normale, poi il giorno dopo un po' più magra, poi piano piano sempre di più, alla fine ero una specie di scheletro con la pelle attacate alle ossa. Mi sono svegliata poco prima di sparire, peccato.
Grazie l'incipit, Richard. Grazie di tutto, Paola.
mercoledì 27 febbraio 2008
Preso tutto?
-Allora hai preso tutto Danie'?
-Si mamma, si.
-Le uova? Te le sei ricordate,si?
-Si mamma l'ho prese.
-Bravo, ormai sei un ometto e sei andato a fare la spesa a mamma.
-Sono sempre stato bravo, no?
Sorrido, che ci posso fare? Mio figlio che mi chiede se è sempre stato bravo. Lo è stato?
-Si, sei sempre bravo Daniele.
Lo è stato si, qualche volta mi avrà fatto arrabiare ma oggi non me ne viene in mente neanche una. Oggi sto in pace con il mondo, sarà che oggi non c'è quell'afa di ieri, sarà che oggi non avverto neanche i dolori. Sarà che oggi è vero, oggi è proprio un bravo bambino.
-Per te non ti sei preso niente?
-Beh...
-Mmmm
-Patatine.
-Non ne mangiare troppe che poi ti fanno male.
Dallo sguardo che fa si capisce che sono sua mamma e in quanto mamma rompipalle. Sorrido ancora, bella giornata oggi. Niente dolori oggi.
-Che ha detto Teresa che non c'ero io a fare la spesa?
-Niente.
-Niente?
-Mi ha chiesto come stai.
-E che gli hai detto?
-Oh ma'.. che stai meglio.
-Va bene.
Figurati! Non vedendomi penserà che sto per andare al camposanto. Domani mi tocchera' riandarci.
-Poi le ho detto che volevi le zucchine perché è tanto che non le magnamo.
-Mangiamo, Daniele, si dice mangiamo.
-Va bene.
-Adesso che fai?
-Vado a giocare con gli altri.
-E i compiti?
Pallosissima, sono pallosissima.
-Mamma è il 7 luglio!
Pallosissima davvero.
-Va bene, allora ciao.
-Ciao mamma!
-E grazie della spesa!
-Ciao ma'.
Ha 12 anni, fra un po' chi lo tiene piu'? Ho paura, paura di non vederlo crescere, paura che i miei dolori siano piu' di un bronchite fuori stagione come ha detto il dottore. Paura che un giorno Andrea torna dal lavoro e io sto male, male davvero.Di lasciare soli Andrea e Daniele. Di non vedere Daniele con il motorino, Daniele con la macchina, Daniele con la fidanzata, Daniele sposato. Ce la farà senza di me se io non ci sarò più? Chissà se pensano così tutte le madri
Mi sa di si.
Poi magari non è niente, magari è solo un malanno arrivato fuori tempo. Mi metto a preparare va', le zucchine piacciono tanto ad Andrea. Ho tempo per preparare tutto, In fondo in malattia hai tanto tempo per te. E poi con sto caldo meglio che stare in fabbrica. Povero Andrea..
martedì 26 febbraio 2008
Stazione, per caso
-Ciao!
-.. Ehy.. ciao.. che stai a fa' qua?
-Sono arrivato adesso, stasera vado ad un concerto
-Ah...
-Tu?
-Sono tornata da Milano, anche io concerto.. i Sigur Ros..
-Ah.. ci volevo andare anche io ma non avevo ferie. Questo capita di sabato.
-Già.
-Piaciuti?
-Si si, sono stati fantastici, Jonsi ti strega con la sua voce.
-Immaginavo, al prossimo tour ci devo andare per forza, se non mi danno le ferie mi licenzio!
-Eheh!
-Ti va un caffé?
-Guarda sto di fretta devo andare a casa perché..
-5 minuti.
-...
-Caffé e sigaretta, marlboro, no?
-Veramente, ho fretta..
-5 minuti non di piu'
-Ok...
-Allora come stai?
-Io bene, tu?
-Bene, bene per come posso stare io.
-.. eh anche io.
-Non ti vedo da tanto...
-Già, vero..
-Non è certo colpa mia..
-Perfavore non cominciare!
-Scusa, pero' è la verità.
-Si, lo so.. sono stata un po' stronza. Ho sbagliato anche io, volevi sentirmelo dire?
-Non volevo niente.
-Sicuro?
-Sicuro.
-Ok, scusa.
-Stasera che fai?
-Forse ci sarò anche io al concerto, non lo so boh
-Se vieni me lo dici?
-... si, ovvio.
-Bene..
-Senti adesso devo andare.
-Ok.. ti accompagno alla metro?
-Si, certo.
-Ti voglio bene.
-...
-...
-Anche io.
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